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Le Ultime News Cinematografiche
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Germania, 2006 Drammatico, 137’ Bella e intensa prima prova d’autore/regista/sceneggiatore di un 34 enne tedesco.
La vicenda ti attrae
subito perché ti fa entrare immediatamente dentro una pagina di storia
recente, drammatica e rimossa. Quanti di noi avevano chiaro che ancora
a metà anni ‘80 nella civilissima Europa potesse esistere un regime così
opprimente e spietato? Gli occhi azzurri e gelidi di una spia della
Stasi ci costringono ad essere spie e osservatori della “vita degli
altri”. Ma poi capisci che la vita spiata è in realtà a doppio o triplo
gioco e che la stessa spia viene spiata anche da noi nella sua lenta
evoluzione, nel suo lasciarsi attrarre dal “bene”, dai valori negati e
controllati. L’arte, la musica, il teatro, l’amore, la dignità,
l’opporsi al regime mettendo a repentaglio le proprie sicurezze. Il
grande fascino del valore della cultura e della piena dignità
dell’esistenza sgretolano tutte le certezze politiche e ideologiche; il
finale accelera i colpi di scena, fino ad arrivare alle splendide ed
intense ultime scene, in cui lo “scambio” e la congiunzione tra le vite,
un tempo divaricate, è avvenuto appieno e, anche a distanza, ci si
intende tra uguali.
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Belgio/Lux/Francia, 2006 Drammatico, 92’ Thierry e François sono gemelli eterozigoti e vivono in campagna, nel casale di famiglia, con la madre Pascale, in continuo conflitto con l’ex marito, risposatosi e con altri figli. La vita in famiglia sembra scorrere tranquilla, monotona e senza grande considerazione reciproca, fino a quando la madre pensa di vendere la casa, per smettere di essere solo la custode dei figli e provare ad iniziare una nuova vita col vicino di casa Luc. Le tensioni si acuiscono, in particolare con Thierry, per cui Pascale decide di allontanarsi da tutti per riposarsi e riflettere. In sua assenza i fratelli svelano le differenze caratteriali ed umane, arrivando allo scontro fisco ed alla ventilata tragedia.
Dramma familiare sulla
crisi della famiglia e dei rapporti genitori/figli, il film sembra un
“Dogma” alla belga: molta mdp fissa, niente musica di sottofondo; solo
nel finale, con immagini senza dialoghi e senza volti, si ascolta
l’unico commento musicale, quasi a descrivere e/o significare l’assenza
di rapporti e contatti umani. (afo)
ööööö
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USA, 2006
Drammatico, 142’ Agosto 1944. Nell’isola di Iwo Jima i giapponesi difendono strenuamente il territorio dall’attacco degli americani. Sarà una carneficina per i nipponici, inferiori di numero e di equipaggiamenti. Sangue sudore e morte. Di questo son
fatte le guerre, tutte, senza distinzione di sorta. E questo è il grido
di dolore contro l’assurdità e la stupidità della guerra che Clint, il
vecchio leone, sembra voglia trasmetterci.
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(USA-Polonia-Francia/2006)
Drammatico, 179’ Prima di tutto bisogna riconoscere che David Lynch ha ormai acquisito un'autorevolezza tale da permettergli di fare ciò che vuole senza preoccuparsi eccessivamente delle critiche. Per restare al film, la sensazione immediata è di sconcerto. Intanto per la scelta di abbandonare la pellicola per passare al digitale "basso", che con sgranature e colori spenti dà costantemente l'idea di assistere al backstage del film, piuttosto che al film stesso. Poi si entra nel labirintico viaggio di quasi tre ore che rifiuta ogni logica narrativa e pare procedere per associazione di idee e per dimensioni spazio temporali parallele, tra cui una inspiegabile “digressione” polacca. Porte che aprono dimensioni angosciose da cui si esce attraverso altre porte, in un continuo rincorrersi da parte della protagonista, l’attrice feticcio Laura Dern, anche coproduttrice del film, per ritrovarsi da un ruolo all’altro, da un incubo all’altro, che neanche la catarsi finale – vera o apparente – sembra risolvere. Certo non è necessario trovare una logica, l’importante è lasciarsi andare al flusso, seguendo le emozioni, i disagi ed i fantasmi del proprio inconscio. Anche le sequenze della sit-com degli umani con la testa da coniglio, con il sottofondo di risate, o le deformazioni che alcuni dei personaggi subiscono come quadri di Munch o Francis Bacon – più video arte che cinema - producono lo straniamento di vivere incubi ad occhi aperti. Una dimostrazione delle molteplici possibilità del mezzo espressivo cinematografico che rischia però di diventare manierismo autoreferenziale. E alla fine tanti spettatori come me
si sono solo persi e annoiati, senza appigli e con poca voglia di
trovarne e di inventarsene, con le quasi tre ore divenute sempre più
pesanti, estenuanti e alla fine interminabili. (ija)
ööööö
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Cina, Italia
2006
Commedia, 92’
Cina
Popolare, 1949. Il piccolo Qiang, di quattro anni, viene portato dal
padre, che non può badare a lui perché impegnato, come la moglie, nel
lavoro, in un asilo pubblico. Si troverà così ad incontrare, giorno per
giorno, una realtà diversa dal solito, fatta di tanti altri bambini e
bambine. I bambini e le bambine sono di una
spontaneità e di una freschezza quasi sconvolgente, sembrano interpreti
di vaglia rodati da anni di recitazione. Comunque, se durante il film
accadesse qualcosa, non sarebbe male……. (afo) ööööö
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Danimarca/Svezia,
2006
Grottesco, 99’ In una grande azienda danese di
informatica si sta trattando per vendere la stessa ad un imprenditore
islandese. Il vero proprietario si finge portavoce di un misterioso
‘Grande Capo’. Per concludere il lucroso affare, però, bisogna che il
‘Capo’ si palesi. A questo punto il padrone dell’azienda ingaggia uno
scalcinato attore per impersonarlo e firmare gli atti per procura. Tutto
sembra facile e veloce, però….. Il “talento di Mr. Von Trier” ha colto ancora nel segno! Dopo innumerevoli prove drammatiche (IDIOTI-LE ONDE DEL DESTINO-DOGVILLE-MANDERLAY) l’inventore del ‘sistema-dogma’ si concede una pausa (!) con un film comico/grottesco ai limiti del demenziale. Ed imboccando la via giusta! Il film diverte e, perché no, ci fa riflettere sulla morbosa attenzione verso il potere ed il denaro ad opera di quanti ci sembrano sempre così attenti alle problematiche individuali e collettive. (afo) ööööö
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