Cinema Italiano

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 Cinema Italiano

Recensioni a cura di
Adalberto Fornario e Ivana Jachetti
 

 

CENTOCHIODI

Italia, 2007              Commedia, 92’
Regia 
Ermanno Olmi
Cast  Raz Degan, Luna Bendandi, Amina Syed, Michele Zattara, Damiano Scaini, Franco Andreani.

In un antica e rinomata biblioteca accade qualcosa di strano: cento dei preziosi volumi lì conservati sono trovati letteralmente ‘inchiodati’ al pavimento. Sospettato è uno dei docenti della stessa struttura, che si rifugia in una località sulle rive del Po, accolto dalla comunità del luogo, che gli offre rifugio e collaborazione nel rimettere in sesto un piccolo cascinale. Ma le autorità lo rintracciano…
Esemplare e limpido nella composizione, nella realizzazione e nell’assunto: l’umanità ha bisogno di un sogno ‘altro’ da dogmi e prescrizioni, ha bisogno di una re-umanizzazione.
Come dichiarato dallo stesso regista, che ha deciso, con questo film, di tornare al documentario e lasciare i film di finzione: “La storia a
ssomiglia molto ad una ribellione accaduta molti anni fa quando un signore ebreo (come Raz Degan) ha buttato per aria il tempio per dire -No, se c’è un Dio non abita certo da queste parti- e l’è andato a cercare tra gli umili, nei sentieri del mondo, è andato incontro alla vita. Da sempre ho avuto una sorta di sopportazione nei confronti di Gesù Cristo, perchè l’avevo sempre col fiato sul collo, era sempre una sorta di riferimento col quale non potevo neanche misurarmi tanta era la distanza tra lui e me. Parlo di Gesù Cristo nome e cognome. Non mi interessa, per quanto concerne il film, che sia il figlio di Dio, mi interessa che sia l’uomo che è stato. Bene, questo fiato sul collo me lo sono tolto, mi sono girato indietro e ho detto -Siccome è il mio ultimo film, voglio guardarti in faccia e dirti quello che penso di te-. E così ho fatto il film.

Se Dio è l’immagine della perfezione, l’uomo è il tentativo di somigliare a quest’immagine. C’è qualcuno che ci riesce abbastanza. Cristo ci è riuscito abbastanza. La distanza tra Cristo e noi è molta, però perché non fare dei piccoli tentativi ogni tanto? Questo ci potrebbe procurare anche un pò di soddisfazione”. (afo) ööööö
 

 

IN MEMORIA DI ME 

Italia, 2006                 Drammatico, 110’
Regia 
Saverio Costanzo
Cast 
Christo Jivkov (Andrea),
Filippo Timi (Zanna), Marco Baliani, André Hennicke, Fausto Russo Alesi, Alessandro Quattro

 Venezia, isola di San Giorgio Maggiore. Andrea, giovane, benestante e vincente, decide di andare a chiudersi in un convento gesuita per cercare se stesso e dare un senso più interiore e spirituale alla propria vita. Le regole rigide della casa e l’incontro con coetanei altrettanto inquieti e risoluti metteranno in discussione le sue certezze ma gli daranno la stura per guardare avanti. In particolare l’incontro con Zanna gli farà mettere in discussione la adeguatezza del luogo e delle regole che vi germogliano.

Opera seconda di Saverio Costanzo, dopo l’ottimo PRIVATE, il film è all’apparenza cupo e difficile, ma di grande impatto emotivo. Il travaglio interiore si respira forte e le musiche fanno da sfondo egregio. (afo) ööööö
 

 

MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO

Italia/Francia, 2007                       Drammatico, 100’
Regia 
Daniele Luchetti
Cast 
Riccardo Scamarcio (Manrico),
Elio Germano (Accio), Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti, Diane Fleri, Alba Rohrwacher, Anna Bonaiuto, Ascanio Celestini, Claudio Botosso, Ninni Bruschetta

Latina, 1962. Accio e Manrico sono fratelli, figli di operaio metalmeccanico. Accio, adolescente, entra in seminario ma non resiste a lungo. Tornato in famiglia si avvicina alle idee destrorse e si iscrive al MSI dio Almirante e Nichelini, fino a diventare picchiatore fascista. Scelta che rinnegherà in seguito. Manrico, bello e rubacuori, si iscrive al sindacato, fa l’operaio, entra in gruppi terroristici. Dopo un figlio non voluto, naturalmente (ce lo aspettiamo!) verrà ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia.

Pur essendo scritto da sceneggiatori di razza (Rulli, Petraglia e lo stesso Luchetti) il film risulta noioso, scialbo, scontato, senza ombra di pathos, nonostante la drammaticità delle situazioni, con ricostruzioni di sessantotto e dintorni che sfiorano il ridicolo. (afo) ööööö
 

 

LEZIONI DI VOLO

Italia, 2006             Drammatico, 106’
Regia 
Francesca Archibugi
Cast 
Giovanna Mezzogiorno (Chiara), Andrea Miglio Risi, Angel Tom Karumathy,
Anna Galiena, Flavio Bucci, Roberto Citran, Angela Finocchiaro, Mariano Rigillo, Manuela Spartà

Pollo e Curry (!) hanno diciotto anni, sono stati appena bocciati a scuola e…per regalo vanno in vacanza in India. In questa dolce e beata atmosfera di piccola borghesia romana, si dipanano le vicende di questi due inutili ed insulsi ragazzotti, cha hanno la ventura di avere in tasca i “soldi di papà” e niente altro nel cervello. Dopo la solita sfortuna di essere rapinati da un autista di taxi indiano (gli sta bene!), si ritrovano, non si sa come, in un misero villaggio in cui opera un’organizzazione umanitaria che cura i malati locali. Fra i medici, la bella e disponibile Chiara, che ‘svezzerà’ uno dei due.

Quanto di più falso si possa trovare! Pretestuoso, scontato, banale. La domanda sorge spontanea: ma…chi ha scritto questo film e, soprattutto, chi ha scritto i dialoghi?
Situazioni e siparietti appiccicati con lo stesso sputo che i due “eroi” regalano dal balcone ai malcapitati passanti.
Una considerazione finale. Se il parterre delle relazioni e dei confronti inter-generazionali è quello prospettato dal film, ahinoi!, il futuro si prospetta un pò grigio! (afo)
ööööö

 

UNO SU DUE

Italia, 2006               Drammatico, 100’
Regia 
Eugenio Cappuccio
Cast  Fabio Volo (Lorenzo), Ninetto Davoli (Giovanni), Giuseppe Battiston (Paolo), Tresy Taddei, Agostina Belli, Paola Rota,
Manuela Spartà

Avvocato rampante e in carriera, Lorenzo è pronto per “l’affare della sua vita” con imprenditori (?) russi. Una bella casa, una fidanzata, Silvia, molto attraente ed un socio che ha fiducia in lui e lo segue in ogni impresa lavorativa. Un brutto giorno la sua vita si trasforma in un incubo: ha un malore alla testa e viene ricoverato in osservazione. Da questo momento l’attesa dei risultati delle analisi diventa un percorso di riscoperta di se stesso e del mondo che lo circonda, accompagnato anche dalla presenza e dall’affetto di Giovanni, il vicino di letto in Ospedale, che cerca di confortarlo. Così, quando viene dimesso, Lorenzo decide di andare a conoscere Tresy, la figlia di Giovanni, che non incontra il padre da anni, perché separatosi dalla moglie.Così riesce a convincerla e la porta a rivedere il padre, che sta molto male. Alla fine le analisi si riveleranno negative e Lorenzo tornerà, con più consapevolezza, a ritrovare affetti e persone care.

Film interessante, come il precedente di Eugenio Cappuccio (Volevo solo dormirle addosso), drammatico ma non piagnone. Con una messa in scena misurata ed una direzione d’attori ben calibrata: da un Fabio Volo tutto interiore ad un Ninetto Davoli riscoperto e rinato ad una seconda vita artistica. (afo) ööööö
 

 

SATURNO CONTRO

Italia, 2007              Drammatico,
Regia 
Ferzan Ozpetek
Cast 
Pierfrancesco Favino (Davide), Stefano Accorsi (Antonio), Margherita Buy (Angelica), Luca Argentero (Lorenzo), Ambra Angiolini (Roberta), Serra Yilmaz (Neval), Ennio Fantastichini (Sergio), Isabella Ferrari (Laura), Filippo Timi (Roberto), Michelangelo Tommaso (Paolo), Milena Vukotic, Luigi Diberti,
Lunetta Savino

L’affermato scrittore Davide convive con Lorenzo, giovane pubblicitario. Antonio è sposato con Angelica ed ha una relazione con Laura. Neval, traduttrice turca, è sposata con la guardia giurata Roberto. Sergio, ex di Davide, vive di rendita. Roberta, assistente di Lorenzo, è tossicodipendente assoluta, ma restia all’eroina. Paolo è giovane e belloccio, appena laureato in medicina, con un racconto da far leggere a Davide e tendenze sessuali variegate. La casa di Davide e Lorenzo è il crocevia di tutto questo intrecciarsi di vite. Una sera, durante una delle tante serate conviviali, Lorenzo va in coma. Sarà l’occasione, durante il periodo in Ospedale, per cercare di ricomporre tagli e scontri affettivi.

Un parterre di divi nostrani (non tutti particolarmente simpatici) al servizio di un inno alle crisi familiari e di rapporti di coppia (di tutti i tipi) . E l’amicizia ? Mah, chissà, forse….
E come in altri film di Ferzan Ozpetek regna sovrana la noia. (afo)
ööööö
 

 

LA CENA PER FARLI CONOSCERE  Valutazione dei dizionari: 4 stelle su cinque

Italia, 2006   Commedia, 99’
Regia 
Pupi Avati
Cast  Diego Abatantuono (Sandro Lanza), Vanessa Incontrada (Clara), Violante Placido (Betty), Ines Sastre (Ines), Francesca Neri (Alma Kera), Blas Roca Rey, Fabio Ferrari, Osvaldo Ruggieri, Marica Pellegrinelli

Più  che un film, questo trentacinquesimo titolo di Pupi Avati, che tanto avevamo apprezzato nel precedente LA SECONDA NOTTE DI NOZZE, potrebbe sembrare una fiction televisiva.  Tre figlie sparse per il mondo con cui un attore, fallito anche come suicida e ricoverato in ospedale, fa i conti al proprio capezzale. Ma la  "commedia sentimentale", come recita il sottotitolo, mette tanta carne al fuoco e non sviluppa adeguatamente alcuno spunto. Le figlie, tre bellone nevrotiche e in carriera, si muovono in ambienti super patinati , stimolandosi una finta solidarietà ed un improvviso amore paterno con dialoghi penosi. Alla triade femminile si aggiunge il protagonista, un pò cialtrone e un pò piacione, con tanti sogni andati in fumo (numerose le citazioni su registi italiani autori di commedie di successo e immancabile, quanto grossolana, la critica alla tv spazzatura di cui lui stesso fa parte). In aggiunta, la figura di femme fatale-alcolizzata interpretata da Francesca Neri, che le figlie sperano possa diventare la nuova fiamma del padre, che combatte l'infelicità con una logorrea sfinente, ma che forse è l’unico momento di vero interesse in tutto il film. C'è sempre qualcosa che sembra essere fuori luogo: la gestione dei tempi, che finisce per ridurre l'efficacia della messa in scena, le battute  che cadono nel vuoto, le tante scene madri che lasciano indifferenti e non hanno seguito. Anche Abatantuono, comunque sempre dotato di presenza scenica, qui non rende il meglio di sé: reso guercio da un intervento di chirurgia plastica venuta male e senza pizzetto, rimane una caricatura un pò piagnucolosa e malinconica, che solo a tratti recupera dignità di personaggio e di attore. (ija) ööööö
 

 

L'ARIA  SALATA   

Italia, 2007   Dramma, 85’
Regia  Alessandro Angelini
Cast  Giorgio Pasotti (Fabio Sparti), Giorgio Colangeli (Luigi Sparti), Michela Cescon (Cristina Sparti), Katy Louise Saunders (Emma), Sergio Solli, Paolo De Vita, Paolo Pierobon

Fabio lavora in carcere come educatore. Un giorno, un collega gli affida il caso di un detenuto arrivato da un altro penitenziario: Luigi Sparti, da venti anni in carcere per omicidio.
Così, in maniera casuale e drammatica, Fabio ritrova il padre, che non vedeva dall’arresto dello stesso. L’incontro si rivelerà traumatico per entrambi, nonostante le resistenze della sorella Cristina, che non avrebbe voluto riesumare un passato rimosso, ma non dimenticato. Con la famiglia e la propria infanzia bisogna sempre fare i conti e da lì nascono le parti oscure della nostra personalità, le fragilità non risolte. Giorgio Pasotti, figlio, aggredisce e cerca di far pagare a Giorgio Colangeli, padre, i debiti che il carcere non può saldare. Ma dallo scontro e dal rifiuto iniziale non può che nascere l’amore e il ri-conoscersi, anche se il passato non può essere cancellato. Tante le cose non dette tra i due, ma trasmesse dagli sguardi, bellissimo quello azzurro eternamente malinconico, anche quando fa lo spavaldo, del padre; tenero e lacerato quello del figlio, anche quando è aggressivo e agitato. Ed il finale è l’unico possibile per chiudere questo film. (ija)
ööööö


 

L'AMICO  DI  FAMIGLIA   

Italia, 2006     Dramma, 110’
Regia 
Paolo Sorrentino
Cast  Giacomo Rizzo (Geremia de' Geremei), Fabrizio Bentivoglio, Laura Chiatti, Gigi Angelillo, Clara Bindi, Barbara Valmorin, Marco Giallini

Brutto, sciancato, avido, avaro, il vecchio Geremia de' Geremei vive in una cittadina dell'Agro Pontino, è proprietario di una piccola sartoria e vive in una casa buia ed umida con la madre paralizzata. Un giorno vedrà essere messa in crisi la propria vera attività, l’usura, dall’arrivo inaspettato nella sua esistenza di una attraente, quanto pericolosa, ragazza.

Dopo L’UOMO IN PIU’ e LE CONSEGUENZE DELL’AMORE, Paolo Sorrentino torna sugli schermi con un altro personaggio disagiato ed inquieto. In questa abiezione dell'animo, in quest'esistenza senza luce nè amore si intravede un'innocenza di fondo, un peccato originale ereditato senza colpa e non  riscattato dagli dei: nascere sfigati e senza poter avere sogni e amore, se non quello malato di mammà e quello prezzolato di chi si vende. Cosa può fare per sopravvivere chi nasce così? O si è un genio e ci si riscatta con i frutti dell'intelletto o si semina fiori del male, perchè solo quello ci appartiene, e in quanto tali, si è "innocenti", poichè prime vittime assolute di un meccanismo inceppato all'origine, senza colpe, solo per la crudeltà del puro caso, la cosa più ingiusta che possa esistere. (ija) ööööö

 

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