Sagemono

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Netsuke

Le Origini dei Sagemono
Nel periodo Tokugawa assistiamo ad una miniaturizzazione dell'arte scultorea, sia religiosa che secolare. Nel XVII sec. divenne infatti consuetudine custodire nelle proprie dimore piccoli altari per devozioni private e questa tendenza, inaugurata dagli scultori buddisti, portò a creare dei veri e propri altari in miniatura che potevano essere sospesi intorno al collo o alla cintola.

Ciò incoraggiò lo sviluppo di altri tipi di sculture in miniatura, dando vita ad una classe di accessori personali conosciuti come sagemono (cose che pendono): una varietà di oggetto e contenitori che venivano sospesi all'obi (fascia-cintura) e che scaturivano essenzialmente da necessità di ordine pratico, considerando la totale assenza di tasche nei tradizionali abiti giapponesi (kimono). 

InroI Sagemono includono borsellini e porta-monete (kinchaku), contenitori per inchiostro e pennelli (yatate), appropriate custodie per le pipe ed il tabacco (tonkotsu), allorquando i portoghesi ne diffusero l'uso in Giappone nel XVI sec., i completi da fumo (kinseru-zutsu), le chiavi (kagi). 

Inrô
Tra questi i più rinomati, anche per la maggiore facilità con cui  si possono apprezzare nei musei, sono gli inrô che, originariamente intesi come porta-sigilli (in-: lett. contenitore-sigillo), durante il periodo Tokugawa, vennero soprattutto usati per contenere un rifornimento personale di erbe medicinali. Portato quasi esclusivamente dall'uomo al fianco destro, era d'uso generalizzato in  tutti gli strati sociali, eccezion fratta per i più bassi. Alti da 7 a 10 cm presentano generalmente una forma ellissoidale.
Nella prima fase dell'evoluzione l'inrô fu innanzitutto un'oggetto d'uso pratico, ove la decorazione superficiale rivestiva un0importanza secondaria. Col tempo tutavia si trasformò in un accessorio estetico dell'abito giapponese e il suo valore venne associato proprio alla decorazione superficiale. In Giappone la funzione dell'inrô è stata spesso associata a quella dei gioielli per l'Occidente.

Inrô Stile Shibayama. XIX sec.
Pannello in avorio applicato su fondo in lacca d'oro. Incrostazioni di conchiglia,
avorio corallo e tartaruga. Ojime e Netsuke in legno intagliato

 

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