Netsuke

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Origini dei Netsuke
Le notizie relative alla loro prima comparsa sono vaghe e discordanti, tuttavia, malgrado l'assenza di reperti del periodo, la loro origine viene fatta risalire con ogni probabilità al XV sec.

Scimmia con Pesce-gatto.  XIX Sec.
Legno, h. 5,5 cm. Koichi.

Il Termine netsuke  si traduce in "radice fissa", essendo probabilmente in origine un semplice pezzo di legno o bambù, non decorato e perforato al fine di farvi scorrere la corda. I netsuke, che erano destinati a fissare i vari sagemono (inrô, tabacchiere, borsellini etc.)  lungo l'obi (o fascia che cingeva il kimono ai fianchi) e a tenerli a posto, dovevano essere piccoli e compatti, e senza protuberanze che potessero impigliarsi nelle vesti. I materiali più comuni utilizzati nella produzione dei netsuke erano il legno, soprattutto cipresso e bosso,  e l'avorio, ma venivano anche impiegati lacche, corno, porcellana e metalli.  

 

Tipologie
Tra i tipi più comuni di netsuke, accanto al manjû dalla caratteristica forma discoidale
che ricorda i tradizionali dolci di riso giapponesi (mochi), vi sono i katabori (un esempio nella foto accanto) , sculture tridimensionali i cui soggetti comprendono, deità, esseri umani, creature mitiche, vegetali e animali realisticamente concepiti. Seguono i kagamibuta, formati da una parte inferiore a forma di coppa, in genere d'avorio, osso o corno, ed una dischetto metallico convesso applicato nella parte superiore. Il cordoncino passava attraverso un asola fissata all'interno del dischetto e fuoriusciva dalla parte inferiore attraverso un foro

Arciere mongolo.XVIII Sec.
Avorio. Stile Yoshinaga. h. 8,1 cm
1910 Salting Bequest 

Prima dell'introduzione dell'orologio, le ore erano indicate ricorrendo ai segni dello zodiaco, metodo che associava alle ore un animale, preannunciando, inoltre, quali giorni, mesi ed anno fossero di buon auspicio e quali i  meno propizi. E' quindi evidente quanto la vita giapponese fosse legata alla natura e questo profondo vincolo si esprime pienamente nella vasta gamma dei netsuke che, con estremo realismo ed equilibrio rivelano un mondo costellato di piante, animali, creature mitiche spesso attinte dalla mitologia cinese.

Scimmia nell'atto di pulirsi. XIX Sec.
Legno, h. 3,7 cm. Koichi.

 Talvolta queste sculture comunicano simbolismi, e ancora, allusioni leggendarie o poetiche tratti da racconti di viaggiatori o da dipinti importati e grossolanamente eseguiti , in altri casi si riferiscono a qualcosa di inesplicabile perché il racconto o la poesia sono stati dimenticati. Esempi di queste relazioni con antiche fonti orali o letterarie straniere sono ravvisabili nelle associazioni di piante e animali: "la tigre e il bambù" o ancora "il leone e la palla" (nella foto accanto).  Oltre alle rappresentazioni di animali, sia reali che mitici,  sono comuni anche le rappresentazioni di demoni, giochi, scene di fatti storici e religiosi o tratti dalla vita quotidiana: tutto raffigurato con realismo estremo ed un gusto per il grottesco, dandoci la possibilità di intravedere, attraverso le forme degli oggetti stessi, certi usi e costumi popolari

Leone (shishi) con la palla. XVIII Sec. 
Avorio. h. 3 cm. 1952 Shipman Bequest 

Il livello qualitativo nelle minuscole sculture raggiunse il suo apice fra il 1800 ed il 1850. I netsuke divennero più piccoli, rotondi e più umoristici, in una larga varietà di materiali, raggiungendo sorprendenti vette di perfezione tecnica. Divennero così ben presto un elemento di distinzione per le persone socialmente affermate, quindi la facoltosa classe mercantile, alla quale, a differenza dei bushi (guerrieri), non era permesso ostentare la propria ricchezza, attraverso i netsuke poteva palesarla in una forma che non apparisse sfrontata o provocatoria.

Cinese con capra. XIX Sec.
Avorio e lacca colorata. h. 6,8 cm. Mitsumasa

Con l'occidentalizzazione dell'abito giapponese, verso la fine del XIX sec., il netsuke cadde gradualmente in disuso, tuttavia i numerosi esemplari giunti fino a noi, continuano ad essere lo specchio fedele della vita giapponese, della sua storia e delle sue tradizioni.

 

 

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