Al
contrario del nostro alfabeto, le cui lettere A, B, C, ecc. sono
dei segni usati per rappresentare un suono,
i kanji sono degli ideogrammi; simboli usati per raffigurare una
cosa o per rappresentare un’idea. Ogni kanji è stato disegnato per
esprimere una singola idea nella lingua cinese. Per poter utilizzare
questi ideogrammi con la lingua giapponese fu necessario adattarli e
creare dei caratteri supplementari. Infatti, la prima fase di
adattamento fu rappresentata dall’esigenza di adottare nella lingua
giapponese solo caratteri che avessero un suono più o meno uguale alle Yamatokotoba.
Questo
nuovo alfabeto fu chiamato Man’yōgana. I giapponesi
utilizzarono il Man’yōgana per scrivere il loro linguaggio
senza fare riferimento al significato originale, ma solo su una base
fonetica. Successivamente, per facilitare la scrittura di questo
alfabeto che altro non era se non una revisione dell’alfabeto
cinese adattato alle esigenze linguistiche e culturali giapponesi,
furono introdotti altri due alfabeti hiragana e
katakata. E così il giapponese moderno
è una combinazione di kanji hiragana e katakana.