Rapporti Culturali

Home ] Su ] Il paese ] Aree geografiche ] Cronologia ] Stile di vita ] Gestualità ] Cibi e Bevande ] I ristoranti in Italia ] Immagini ] [ Rapporti Culturali ] La Scrittura ] Tradizioni ] L'Abbigliamento ] Ikebana ] Mokichi Okada ] Sagemono ] PokéHome ] Diario di Viaggio ]

 

I Contatti con L'Occidente

Capitano Iberico con seguito. Di Kanô Naizen (1570-1616) CLICCA PER INGRANDIREL'esistenza del Giappone fu resa nota all'occidente nel XIV secolo, grazie al "Milione" di Marco Polo (1254-1254), tuttavia i rapporti fra il Giappone e l'Occidente ebbero inizio ufficialmente nel 1543/4, anno in cui alcuni commercianti portoghesi sbarcarono nell'isola di Tanegashima, situata all'estremità' meridionale del Giappone.
In seguito, tramite i missionari gesuiti, tra cui si distinse Francesco Saverio, e i commercianti europei, i signori feudali giapponesi presero coscienza del mondo occidentale, tanto che alcuni di loro decisero di mandare delle ambascerie in Europa. Ricordiamo che a Roma, le delegazioni giapponesi vennero ricevute da Papa Gregorio XIII, nel 1585, e in seguito da Papa Paolo V, nel 1615.
Queste iniziative subirono un arresto nel 1639, con l'adozione di contromisure da parte del Paese verso l'estero, politica adottata dallo Shogunato Tokugawa, il quale temeva l'eventuale influenza sovversiva del Cristianesimo e delle forze straniere. Tale periodo di isolamento durerà fino alla fine del XIX sec., dunque, per più di 200 anni. Durante questo periodo, fu accordato il permesso di condurre scambi commerciali, su scala ridotta, solo ad alcuni commercianti olandesi e cinesi confinati nell'isoletta di Deshima, nei pressi di Nagasaki.

Dopo la Restaurazione del potere imperiale, nel 1868, il governo giapponese fece il possibile per assorbire la cultura e la scienza occidentali al fine di modernizzare il Paese avvalendosi del contributo di validi intellettuali americani ed europei, invitati nell'arcipelago affinché dessero il loro contributo per introdurre la civiltà occidentale.

I Contributi degli Italiani

Tra gli Italiani che si dedicarono allo sviluppo della cultura giapponese nel XIX sec., nel settore delle armi militari si distinse Pompeo Grillo che insegnò la tecnica di produzione dei cannoni presso l'arsenale militare di Osaka (1884-1888) ed il maggiore Scipione Braccialini che insegnò balistica agli ufficiali dell'esercito (1892-1893); nel settore artistico-culturale, presso l'Accademia delle Belle arti di Tokyo, insegnarono pittura, architettura e scultura Antonio Fontanesi (1876-1878), Giovanni Vincenzo Cappelletti (1876-1879) e Vincenzo Ragusa (1876-1882); quest'ultimo, rientrato in Italia, impartì lezioni sull'arte giapponese all'accademia delle Belle Arti di Palermo. In altri settori, ricordiamo Edoardo Chiossone, oltre ad aggiornare la tecnica delle stampe delle banconote, dipinse i ritratti di importanti personaggi dell'epoca, compreso l'imperatore Meiji; infine Alfonso Gasco, console generale italiano a Kobe, che insegnò italiano sia presso l'Università imperiale di Tokyo che presso l'Istituto superiore di lingue straniere di Tokyo.

Nel XX secolo, Il Giappone, assorbendo la cultura occidentale, è riuscito in breve tempo a raggiungere il livello politico, economico e sociale dei paese più industrializzati del mondo.

Scambi culturali con l'Italia
Le principali Associazioni e Organizzazioni Statali e Private

IN ITALIA
Istituto Giapponese di Cultura di Roma (Japan Foundation) ( Tel 06/3224794)
Associazione italiana per l'Amicizia con il Giappone (Tel. 06/6796660)
Istituto per il Medio ed Estremo Oriente di Roma (Tel. 06/7327741)
Istituto per il Medio ed Estremo Oriente di Milano (Tel. 06/88462376)
Associazione italiana per gli Studi Giapponesi (AISTUGIA) (Tel. 055/2337639)
IN GIAPPONE
Istituto Italiano di Cultura a Tokyo
Associazione Italo-giapponese di Tokyo
Associazione Italo-giapponese di Osaka
Associazione Italo-giapponese di Kyoto
Associazione Italo-giapponese di Hiroshima
Associazione Italo-giapponese di Gifu
Associazione Italo-giapponese di Nagoya
Associazione Italo-giapponese dei medici (Tokyo)

 

Gemellaggi con le città Italiane
Con l'intensificarsi dei rapporti tra i due Paesi, alcune città italiane e giapponesi hanno trovato motivi sia culturali che economici per stipulare accordi di gemellaggio 

  ITALIA GIAPPONE

1960

Napoli Kagoshima
1963 Biella Kiryu
1965 Firenze Kyoto
1971 Civitavechia (Roma) Ishinomaki
1975 Como Tokamachi
1976 Sanremo (Imperia) Atami
1978 Firenze Gifu
1979 Faenza (Ravenna) Toki
1981 Milano Osaka
1983 Certaldo (Firenze) Kanra
1984 Salerno Tono
1985 Rieti Ito
1986 Prov. di Ibaraki Emilia Romagna
1987 Pordenone Okawa
1989  Marostica (Vicenza) Tendoo
1992 Verona Nagahama
1992 Monticelli d'Ongina (Piacenza) Koshimaki
1993 Abano Terme (Padova) Ikahomachi
1994 Pistoia  Shirakawamachi
1995 Pietrasanta (Lucca) Utsunomiya
 
 

Precedente Successiva

Copyright © 1999 Powered and Designed by EURODIGITAL